Le nanoformulazioni La nanoformulazioni sono formulazioni ottenute sfruttando approcci nanotecnologici; le dimensioni nm (10 -9 m) di queste formulazioni modificano il loro comportamento chimico-fisico e biologico, e quindi la farmacocinetica . Queste formulazioni possono essere viste solo con utilizzo di microscopio elettronico, dopo la produzione. Il concetto di nanomedicina è stato introdotto da Paul Ehrlich nel 1900. Un team di ricerca dell’ Università di Padova pubblica su «ACS Nano» un articolo in cui si spiega come nanoparticelle inorganiche a base di una lega di oro e ferro , due elementi biocompatibili e quindi particolarmente adatti per applicazioni in ambito biomedico , riescano a biodegradarsi spontaneamente negli organismi viventi, questo si sarebbe rivelato particolarmente efficace nella cura contro i tumori.
Prendendo in esempio questi disegni tecnici possiamo osservare tutte le parti dello strumento analizzandolo e avere una vista complessiva del dispositivo. Studiamo quindi l'anatomia del microscopio elettronico . Rappresentazione schematica di un TEM Schema generale di funzionamento di un SEM
Il microscopio elettronico brevettato da L. Marton ( brevetto US2220973 ) era tutt'altro che semplice da utilizzare. Per il funzionamento era necessaria un refrigerante, necessario per il congelamento dei campioni posti all'interno della camera a vuoto. Il dispositivo include una camera ausiliaria, collegata a una camera principale, attraverso un'apertura richiudibile. Questa disposizione rende pratico inserire un oggetto o un campione senza compromettere il vuoto della camera principale. Il suo brevetto fu dovuto dalle esigenze contemporanee dello scienziato, Marton individuò e risolve un problema relativo alla struttura del microscopio prototipato inizialmente da Ruska e Knoll . Nella prima metà del XX secolo si era vista l'obsolescenza dei comuni microscopi ottici, non potendo garantire notevoli ingrandimenti e qualità delle imma...
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