In un microscopio elettronico la sorgente degli elettroni è rappresentata da un filamento di tungsteno molto sottile a forma di “V”, la cui differenza di potenziale negativa viene mantenuta tra 30 e 100 kV. Gli elettroni poi passano nel condensatore magnetico attraverso un foro che si trova nell’anodo; il condensatore ha lo scopo di regolare l’intensità stessa della convergenza del fascio di elettroni. Il fascio elettronico va poi a colpire il campione da osservare, su cui poi subisce la diffrazione. Le parti del campione che provocano una maggiore deviazione della radiazione sono quelle più spesse e più dense, che risulteranno quindi più scure nell’immagine risultante. Per regolare la nitidezza dell’immagine si effettua una regolazione della corrente, più precisamente nell’avvolgimento dell’ obiettivo magnetico . Replicando questa azione sul proiettore si può regolare l’ingrandimento stesso dell’immagine. Schema di un SEM-EDX.
Cari Lettori, eccoci giunti alla fine di questo percorso, un vero e proprio diario di bordo, frutto di una ricerca approfondita e multidisciplinare alla scoperta del microscopio elettronico , un viaggio alla scoperta della storia delle cose. Attraverso 28 step dedicati viene data una panoramica completa permettendo così di analizzare lo strumento a 360 gradi. Partendo dall'etimologia della parola microscopio (dal greco: μικρόν "piccolo" e σκοπεύω "vedere") sappiamo che è comparso per la prima volta nel XVI secolo ed ha subito numerose modifiche, fino ad arrivare all'attuale microscopio elettronico . Strumento di misurazione e d’osservazione basato sull'utilizzo di un fascio di elettroni, deve la sua invenzione a E. Ruska e M. Knoll che ne svilupparono diverse applicazioni, basandosi sugli studi precedenti di De Broglie sul concetto di fotone, che assegnava anche alla luce proprietà ondulatorie materiali; s tudi che diedero vita ...
Prendendo in esempio questi disegni tecnici possiamo osservare tutte le parti dello strumento analizzandolo e avere una vista complessiva del dispositivo. Studiamo quindi l'anatomia del microscopio elettronico . Rappresentazione schematica di un TEM Schema generale di funzionamento di un SEM
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